Come organizzare una campagna elettorale: 5 leggi di Marketing Politico

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Ogni candidato, che studia come organizzare una campagna elettorale, dovrebbe conoscere le storiche leggi delle propaganda politica: per non abusarne, per difendersi dagli avversarsi nel dibattito politico. 

Dal libro Propaganda: Teoria, Tecnica e Pratica , che poggia sulle teorie di Edward Bernays (considerato uno dei primi spin doctor), ho estratto le 5 leggi della propaganda politica.

La conoscenza è molto utile anche per l’elettore: per comprendere come possa essere persuaso. Perché nel marketing politico c’è l’auge delle tecniche di manipolazione del consenso delle masse.
Leggi di seguito.

Le leggi del marketing politico

1) Legge della semplicità

propaganda politica
Legge della semplicità: per Hitler, il nemico comune era il marxismo ebraico, responsabile del dolore e la miseria dei tedeschi.

Questa legge indica di concentrare il tiro in un solo bersaglio, durante tutta la campagna politica. Questo fa si che un’auditorio segua con il minimo sforzo.

La forma più semplice è concentrarsi contro una unica persona. L’individuare il problema da combattere in una sola persona da alcuni vantaggi:

  • il nemico è visibile e concreto, più che indicare “comunisti”, “la casta”, “immigrati”, ecc. ;
  • il nemico è il capo, non le singole persone aderenti: questo non darà, alle persone simpatizzanti, la sensazione d’esser attaccate personalmente.
    In pratica: se, ad un elettore di un partito avversario, dici che il suo leader parla ad ignoranti, il confronto si aprirà anche sul personale. Lui si sentirà accusato d’esser persona poco informata. La tua capacità di persuasione diminuirà, la tua critica non sfrutterà la legge della semplicità.

2) Legge  dell’ampliamento e deturpazione

L’ampliamento esagerato delle notizie è un processo impiegato spesso dai partiti, che tendono ad evidenziare tutte le notizie favorevoli a loro stessi.

Dall’altro lato, seguono abili citazioni fuori dal contesto e frasi casuali del politico avversario, riportate in maniera grossolana ma a proprio vantaggio.

Il livello intellettuale delle frasi, che seguono la legge della deturpazione, sarà “tanto più basso quanto maggiore è il numero di persone che si vuole convincere” – dicevano i nazisti, accompagnando questa legge anche con pesante ironia o ingiurie agli avversari.

Nel campo degli insulti grossolani, la tecnica è sempre in auge. Ad esempio, Trump disse di Kim Jong-un: “Io vecchio? Lui basso e grasso“. Considerando che Donald Trump ha un alto quoziente intellettivo – se pur molti pensino il contrario – è molto probabile che sia stata una battuta meditata, non “da bar”.

3) Legge dell’orchestrazione

La prima condizione per una buona propaganda è l’instancabile ripetizione dei principali temi.

Goebbels, ministro della propaganda di Hitler e estimatore delle teorie di Edward Bernays, diceva “La Chiesa cattolica si mantiene nei secoli perché ripete la stessa cosa, senza sosta”.

Il tema centrale deve però esser presentato sotto diversi aspetti, altrimenti la pura e semplice ripetizione ne creerebbe noia e disinteresse.

Questa è l’orchestrazione: un tema ripetuto in tutti i mezzi della propaganda, in forme diverse, adattate ai diversi pubblici.

Ancora Trump come esempio: ha scelto come cavallo di battaglia il tema dell’immigrazione. Ha continuato a martellare sull’immigrazione durante tutta la campagna presidenziale e con variazioni sul tema.


Trump: “Costruiremo il muro…”

4) Legge della trasfusione

I grandi comunicatori non si pubblicizzano partendo dal niente, per imporre le proprie idee. La propaganda pone le sue basi su un sotto strato di necessità nel popolo, qualche mito o orgoglio nazionale, oppure un preconcetto diffuso. Gli uomini di marketing, al servizio dei politici, hanno quindi un grande lavoro: capire il gusto popolare, il sentimento preponderante, le paure latenti nella maggioranza della gente.

Secondo Walter Lippmann “il capo politico è capace di richiamare immediatamente i sentimenti predominanti della moltitudine” – grazie al marketing, o il suo istinto politico.

Per questa legge, prima il capo politico si dichiara immediatamente d’accordo con il sentimento popolare, poi propone le proprie idee e progetti. Fa quindi una trasfusione delle sue idee, dentro il sentimento popolare che ha in precedenza stimolato.

Obama fu un maestro nel cogliere, all’epoca della sua elezione, la divisione interna del suo paese. Per questo, con gli americani che non sentivano più una comune identità, ogni idea di Obama fu una trasfusione nel desiderio di unificazione del popolo americano.

5) Legge dell’unanimità e del contagio

Propaganda ElettoraleLa sociologia ha capito quanto un gruppo possa far pressione su una opinione individuale.
Perché la maggioranza degli uomini tende ad armonizzarsi con i propri simili.

La propaganda politica sfrutta questo principio: crea l’impressione di unanimità, mostra le moltitudini, esibisce il consenso.
Per questo, si usano spesso manifestazioni, cortei, bandiere, emblemi.

Marketing politico applicato al marketing d’impresa

Queste 5 leggi sono, a mio avviso, sempre attuali.
Molte sono anche applicabili al branding e marketing di un’impresa. Sicuramente tre:

  • la legge della semplificazione, che si sposa nei principi del brand positioning;
  • la legge dell’orchestrazione si applica al content marketing: se pubblichi contenuti sul sito o nel blog devi farlo con costanza, poi devi orchestrarli (condividerli) sui social media.
    Perché la costanza darà reputazione. E la reputazione darà i clienti.
  • la legge del contagio, nel web marketing si chiama “prova sociale“. Si usa per incoraggiare l’acquisto di un prodotto o servizio: ad esempio, con la raccolta di recensioni degli utenti o la pubblicazione di statistiche che dimostrino il nostro successo.

L’invito è di usare con estrema etica queste tecniche.
Il fine è indurre a compiere azioni benefiche: come potrebbe fare anche un padre, che persuade il proprio figlio a leggere un bel libro prima di dormire. Il bene dell’altro è il fine dell’azione di persuasione.

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