Istruttori Sportivi e Personal Coach: come essere efficaci nei Social Media

Pubblicato il giorno 27-09-21
scritto da Nicola Di Grazia

Un istruttore sportivo, o un personal trainer, che vuole allargare il suo business, deve saper comunicare e raggiungere nuovi clienti, con i canali social media. In parallelo al canale "ever-green": il passa-parola.

personal trainer marketing

Paolo Zotta al lavoro con Diletta Leotta

Lo fa Paolo Zotta, barbuto personal trainer di VIP come Diletta Leotta e del cantante Mahmood: è anche un influencer di successo su Instagram. Non perde occasione di postare foto e video dei suoi allenamenti o dei suoi clienti.

Lo fa da più di 11 anni, con quasi 18.000 iscritti su Youtube, Andrew Rice, l'allenatore di golf che per un giorno di allenamento di golf chiede $2000.

Per raggiungere questi livelli di comunicazione, si deve strutturare un piano editoriale: definire il pubblico da servire (donne che vogliono dimagrire? che hanno appena partorito? uomini di mezza età? ecc.), cosa dire, con quale regolarità.

Questo lo sapevi già, giusto? Ok, approfondiamo ora due aspetti che non sono così ovvi: quanti canali di comunicazione usare e la strategia social con uno specifico mezzo: i video.

Almeno 10 canali di comunicazione

Nei piani di marketing c'è una sezione basilare. Di solito ha questo titolo: "Come raggiungere potenziali clienti". Ad esempio, in questo piano di marketing è al punto 3.

In quel punto decidi i mezzi (i canali online e offline) con cui relazionarti con il tuo pubblico.

"Quanti mezzi?" - mi sento chiedere a volte. Su almeno 10 canali, rispondo.

Per l'offline potresti creare delle alleanze strategiche ( fare co-marketing). Ad esempio, un istruttore sportivo o personal trainer potrebbe allearsi con un fisioterapista, che dopo un pacchetto da 3 sedute potrebbe dare al suo cliente un coupon (anche digitale, via whatsapp) di 1 ora di lavoro con un personal training, gratis.

Altri 3 canali offline, possono essere i biglietti da vista, il folder di presentazione e un evento di settore.

Veniamo all'online, oggi sempre più crescente, con 6 potenziali canali:

  • Creare un sito web (una casa digitale di proprietà) e posizionarlo bene attraverso la SEO.
  • Creare una lista email per comunicare con regolarità con i clienti.
  • Essere attivi e regolari sui social media.
  • Utilizzare annunci PPC sulla rete di ricerca Google.
  • Creare video, da condividere sul sito web, sul canale YouTube (approfondimento sotto), sui social.
  • Aggiornare la tua scheda Google My Business.

Essere cross media

video business cardI 10 canali di comunicazione potrebbero essere connessi l'uno all'altro.

Ed i tuoi video, tra i più potenti per ragioni spiegate sotto, possono essere costantemente richiamati dagli altri canali. Anche nel biglietto da visita: un QR code.

Social network: sopratutto video

I video sono una leva di crescita potente, perché le persone ricordano il 20% di quello che ascoltano, il 30% di quello che vedono, il 70% di quello che vedono e ascoltano (fonte dei dati).

Quindi i video fanno ricordare il 70% del tuo contenuto. Ti rendono memorabile. Aumentano la tua autorità e, quindi, i prezzi/qualità che puoi permetterti di fare.

E nei video, il potenziale cliente, capirebbe che parli in maniera comprensibile, facendo presagire che le tue lezioni saranno facili da seguire.

Nonostante che questo potere dei video lo intuiscono praticamente tutti, noto però molti coach e aziende che iniziano a fare video, in maniera poco pianificata. Sono prima sporadici e poi smettono, di credere nei video.

In questi tentativi di video marketing si sono 2 errori ricorrenti.

video marketing

2 errori ricorrenti nel video marketing di istruttori sportivi e personal trainer

Errore n.1: cosa viene detto è poco efficace

Il discorso che viene fatto nel video non ha grande qualità. Principalmente chi parla non usa una struttura efficace (ad esempio, usando il modello AIDA o PASTOR) o non ha un tono della voce e ritmo accattivante.

Questa mancanza si ripercuote nei titoli o nel tempo di visualizzazione del video. Ad esempio, un video di 5 minuti che ha una media di tempo di visualizzazione di soli 30 secondi (quando l'attenzione dovrebbe essere catturata nei primi secondi e mantenuta alta fino alla fine) non sarà premiato dall'algoritmo di YouTube, che presenterà meno il video in questione tra i suggerimenti per gli utenti.

Errore n.2: mancanza di un piano editoriale

Altro errore comune è non avere una strategia definita, per la pubblicazione di video nei social network.

In questa attività è estremamente utile analizzare le keywords: quali parole - o combinazioni di parole -  le persone cercano di più.
Perché le keywords sono importanti su YouTube (1ª piattaforma per i video), come sul "fratello maggiore" Google.

Faccio 2 esempi.  Il primo, per un istruttore di vela. Di cosa potresti parlare nei tuoi prossimi video? Se analizzi le keywords, attraverso software come SEOZoom, scopriresti che alle persone interessa trovare più informazioni su "istruttore di vela in australia", rispetto a "istruttore di vela costiera".

Secondo esempio: nel mondo fitness scoprirai che, per avere visibilità online, i contenuti informativi a tema "migliori orologi per fitness" o "fitness per principianti" sono interessanti, perché molta gente li cerca. E così, con SEOZoom, puoi approfondire, "scovare" nicchie ancora più specifiche.

Con queste analisi strategiche sarai pronto a scrivere un piano editoriale, coerente, solido.

Crealo, ad esempio, seguendo questa lista di 15 tipi di contenuto, che ho condiviso su Facebook.


Se desideri consulenza e supporto in uno di questi aspetti, contattaci.

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