I rischi di un articolo SEO scritto con l'intelligenza artificiale di ChatGPT

Pubblicato: 17-03-23, da Nicola Di Grazia
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Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimamente ho pubblicato un articolo, su questo blog, in gran parte generato all'intelligenza artificiale di ChatGPT.

L'articolo in questione è "Cosa è la Matrice di Ansoff". L'esperienza mi ha fatto riscontrare vantaggi e svantaggi, nell'uso di ChatGPT. Te li elenco.

I vantaggi: ChatGPT mi ha fatto risparmiare tempo. Sopratutto per impostare una struttura, creare premesse, definire termini.

Però, di quel testo generato in circa 10 secondi su Open AI, sentivo la mancanza di alcuni "Per esempio...", ovvero approfodimenti che contestualizzavano nella pratica quanto di teorico era stato scritto dall'AI.

I "per esempio" li ho aggiunti io, con le mie conoscenze ed un po' di ricerche. Ho poi aggiunto un'infografica, da me creata con Illustrator, per aiutare il lettore a capire in pochi secondi.

In generale, il contenuto grafico ha molto più potere di prima nella ricerca online (quasi il 30% dei risultati restituiti da Google sono immagini). Dunque, per la SEO, suggerisco di aggiungerlo.

Ho sentito quindi anche dei limiti, degli svantaggi, ad usare ChatGPT per creare articoli SEO. Vediamo in dettaglio.

4 limiti SEO di ChatGPT

  1. Conoscenza limitata di settore e novità: ChatGPT può generare testo in base alla conoscenza che ha acquisito tramite il suo addestramento, ma non ha familiarità con tutti i settori e le nicchie di mercato. Potrebbe quindi non essere in grado di produrre contenuti altamente specializzati o tecnici su argomenti specifici.
    Aggiungo che non risponde o analizza anche gli utimi avvenimenti. Io gli ho chiesto "Riassumi cosa ha deciso il Consiglio dei Ministri dopo la riunione straordinaria a Cutro". ChatGPT ha restituito "Mi dispiace, non sono in grado di rispondere".
  2. Mancanza di esperienza pratica: ChatGPT potrebbe non avere esperienza pratica nella scrittura di contenuti SEO, come la scelta di parole chiave pertinenti, la struttura dell'articolo e l'ottimizzazione delle meta descrizioni. Aggiungo che non riesce, se non più volte interrogato con successive domande, a fornire esempi pratici di vita reale, di quello che ha asserito.
  3. Mancanza di creatività: ChatGPT è in grado di generare testo in modo autonomo, ma potrebbe non essere in grado di produrre contenuti altamente creativi e innovativi che possano distinguersi da quelli dei concorrenti.
  4. Rischio di contenuti duplicati: l'AI di questa chat potrebbe produrre testo simile a quello di altri articoli già pubblicati online, il che potrebbe danneggiare la posizione del sito sui motori di ricerca, a causa del rischio di contenuti duplicati.

È importante sopratutto verificare questo ultimo punto 4. Una volta che il testo è stato creato, suggerisco di controllare online se qualcuno non l'ha già usato. Altrimenti il vantaggio iniziale, il tempo risparmiato con ChatGPT, sarà un boomerang per il posizionamento del tuo sito.

In sintesi, sebbene ChatGPT possa essere molto utile per generare idee e contenuti di base, è importante che il contenuto creato venga riveduto, inseriti dei paragrafi più creativi e personalizzati dalla tua esperienza, poi ottimizzato da un esperto SEO.

Così facendo il mio articolo, sopra citato, della Matrice di Ansoff è oggi posizionato nei risultati della seconda pagina Google, a meno di 30 giorni dalla sua pubblicazione (periodo decisamente breve per riscontrare risultati nella SEO).

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