Comprendi la differenza tra Pubblico Target e Buyer Personas per Attrarre più Clienti

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Quando inizio una consulenza di marketing, una delle mie prime domande è: “Qual è il suo cliente ideale?“. Spesso la risposta è: “tutti”.

È una risposta generica, quando la base del marketing è invece la definizione precisa e comprensione del proprio pubblico, la sua gerarchia dei problemi, la forma con cui comunica.

Questo serve per ottimizzare il budget e attrarre, con una comunicazione mirata, i migliori clienti. Un esempio pratico nella stesura di testi: se il mio cliente ideale è un’appassionato di vela, creerò maggiore empatia se uso l’espressione “siamo al giro di boa” piuttosto che “siamo a metà del lavoro”.

Negli ultimi anni, il marketing parla meno di pubblico target. Piuttosto, si cerca di individuare il prototipo del cliente ideale: il buyer persona.
Termine in uso oggi, per chi fa content marketing o inbound marketing, fu Alan Cooper che estese il concetto di pubblico target in quello di buyer personas, per ottimizzarlo in maniera più definita, con una maggior umanizzazione del cliente.

Segue la differenza tra i concetti di pubblico target e buyer persona.

pubblico target e buyer persona

Come creare buyer personas

La buyer persona si crea su basi concrete, ascolto del cliente con empatia, analisi di dati, sintesi.

Per entrare in empatia con il cliente, c’è un strumento interessante del Design Thinking, che si chiama empaty map. Può orientare in quali direzioni indagare quando creiamo buyer personas.

buyer personas
Empathy map per il prototipo del cliente

Prima di tutto: quante buyer personas?

Puoi creare più buyer personas quando offri servizi/soluzioni per persone molto differenti. Ad esempio, uno studio legale, focalizzato nel diritto del lavoro, potrà avere due tipi clienti distinti: il titolare di un’azienda e il lavoratore dipendente. Questi possono essere diversi come interessi, obbiettivi, rendita, hobby, ecc.

In questo caso, è meglio creare 2 buyer personas. Ma attenzione: creare troppi prototipi di clienti può essere allettante, ma è un’errore che ti complicherà il marketing. Cerca allora di semplificare, raggruppa in tipologie: 2 o 3 massimo per ogni tipologia di prodotto/servizio. Oppure dai priorità ai buyer personas che più contribuiscono alle entrate dell’impresa.

Creare buyer personas: le 3 azioni

Dopo aver individuato quante buyer personas vuoi creare (poche, mi raccomando), hai davanti 3 tipi di azioni:

  1. Analizza le recensioni e intervista i tuoi clienti
    Analizzare le recensioni ricevute online (Google MyBusiness – TripAdvisor, ecc.) è importante. Ma non è sufficiente. In aggiunta, suggerisco di intervistare il cliente personalmente, faccia a faccia. Sarà molto più illuminante, per capire i suoi criteri di scelta, i suo hobbies, come si informa, cosa apprezza del tuo servizio. Non è necessario avere grandi numeri per le interviste: una base di 7-10 clienti va bene e può aiutarti molto a vedere il tuo business da inaspettati punti di vista.
  2. Convalida le intuizioni
    É importante validare gli insight avuti dai tuoi clienti. Alcuni spunti:
  3. Quando hai dati sufficienti, riassumi tutto e passa alla creazione.
    Puoi usare: