Come Gestire i 3 Livelli della Comunicazione

Trascrizione del video

L’obiettivo della comunicazione è far comprendere nel miglior modo possibile un messaggio. Non è banale: perché al di la di aspetti sociali, che possono interferire tra comunicatore e ascoltatore, e la lotta per avere e mantenere la sua attenzione, si deve saper gestire i 3 livelli della comunicazione: verbale, non verbale, para verbale.

Analizziamoli e ti do qualche consiglio di uso pratico.
Nella comunicazione interpersonale, i 3 livelli non hanno la stessa efficacia nella trasmissione del messaggio. Secondo gli studi fatti negli anni 60 dello psicologo Albert Mehrabian

  • la comunicazione non verbale (quella legata al corpo) ha un’influenza del 55% sulla ricezione del messaggio.
  • le parole, il contenuto, contano per il 7%.
  • la comunicazione para verbale (il tono della voce) influisce per il 38%.

 

In ordine d’influenza

1) La comunicazione non verbale è la tua mimica facciale, la posizione del tuo corpo, i gesti. Assumono significati diversi da paese a paese. Ad esempio, nella prossemica: la distanza tra 2 persone che parlano, ad esempio, di affari. Se sono di Milano o di Palermo, uomo o donna, Tedesco o Brasiliano, la giusta distanza è differente.  Ci devi fare attenzione, per non sembrare quello che forza, essere subito troppo intimo negli affari o, peggio, sembrare alla disperata ricerca di convincere il cliente. Che innesca un istinto di fuga, nell’altro.

Un riferimento valido per la maggioranza delle situazioni di business è di non parlare a distanze minori di 1 braccio tra le 2 persone. Ma nemmeno essere troppo distanti, per non mostrare distacco e freddezza.

Il principio lo puoi applicare anche in un video web: a seconda del tipo di inquadratura dai sensazioni differenti. Il primo piano è più intimo, la mezza figura è più per un colloquio socievole.

2) Comunicazione para verbale: influisce al 38%.

É il tono, il ritmo della voce, le pause, le variazioni sonore.

Il primo consiglio che do è l’attenzione alle pause. Spesso chi presenta, ha in testa quello che deve dire e lo deve fare in un determinato tempo. Parla allora un pò come una mitragliatrice, senza pause.
Le pause invece sono importanti, danno la sensazione di tranquillità del comunicatore, aiutano a far separare gli argomenti, richiamano l’attenzione, fanno prendere “fiato” al cervello dell’ascoltatore.

Nella scrittura il para verbale è la punteggiatura, che da un ritmo alla lettura. Sul web un’accortezza in più: scrivi con paragrafi brevi.

3) Il verbale, il contenuto, ha l’importanza del 7% nel faccia a faccia.

Qualsiasi sia il mezzo, il mio consiglio è di curare la successione logica degli argomenti, l’architettura delle informazioni. In una brochure, ad esempio: presenti prima i tuoi servizi o presenti prima la tua biografia? Va visto caso per caso, ma in generale io consiglio di presentare prima i servizi, e poi se questi risolveranno le necessità del lettore, costui avrà allora la curiosità di capire a fondo chi li sta proponendo, leggendo la storia dell’impresa.

Il contenuto scritto è importante, certo. Ma spesso se c’è discordanza con il livello non verbale, quest’ultimo prevale. Nel faccia a faccia, se dico: “Sono contento di vederti” e poi guardo l’orologio, la credibilità della frase detta è fortemente messa in dubbio dal gesto.

Spero di aver detto cose utili: quando comunichi considera sempre questi 3 livelli e ripensali a seconda del mezzo usato: stampa, video, web. Quando hai da comunicare una cosa importante per il tuo business valuta di affidarti ad un professionista o, meglio, frequenta un corso di comunicazione.


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