Marketing Interno: leva di Cambiamento Aziendale e crescita di dipendenti

“Il cliente è al secondo posto” (William Morrow, 1992)


Se gestisci una PMI di servizi ed hai collaboratori e dipendenti poco motivati a dare un plus, questo articolo fornirà alcune idee per migliorare. Attraverso i principi del marketing interno.

Cosa è il marketing interno?

É il marketing che ha uno specifico pubblico target: le persone interne all’azienda, ovvero impiegati, manager, proprietari.

Per l’azienda fornisce questi vantaggi:

  • Crea un processo capace di allineare il pensiero e l’attitudine delle persone alla strategia dell’impresa;
  • Aumenta la fedeltà degli impiegati, per ridurre il turnover e realizzarsi attraverso l’impresa;
  • Migliora la comunicazione in azienda;
  • Migliora le vendite e l’esperienza del cliente finale.

Per l’ultimo punto in elenco, pensa ad un ristorante.

Il pasto è offerto da un cameriere: è il suo volto che rappresenta quel locale per il cliente, più dell’eventuale logo.
Se al cameriere non saranno condivise con periodicità le informazioni interne o il leader non è capace di motivarlo, quel funzionario diventerà meno felice a servire primo, secondo è caffè.

Ricorda: un dipendente felice genera un cliente felice

Il marketing interno si basa su 3 percorsi

Il marketing interno – conosciuto anche come endomarketing (“endo”, dal greco, significa“dentro”) si divide in 3 percorsi complementari: per il learder, per i canali di comunicazione interna, per le campagne e azioni di marketing interno.

Analizziamoli:

1) La comunicazione del leader

Una impresa che ha un processo strutturato di marketing interno utilizza il leader come primo e principale canale di comunicazione con gli impiegati e collaboratori.

Le azioni di marketing interno aiutano quindi il leader a comunicare meglio, con i mezzi tecnici, e a sviluppare competenze di ascolto e comunicazione.

2) Canali di comunicazione interna ottimizzati

Il controllo più immediato che il marketing interno possa fare in una azienda riguarda i canali di comunicazione, dentro l’azienda: controllare se sono strutturati e monitorati per poter veicolare al meglio i messaggi di vision e strategia dell’impresa. Sono canali di comunicazione che coinvolgono i riceventi e favoriscono la circolazione di opinioni. La comunicazione è curata, concisa ed efficace come fosse per il cliente finale, che vogliamo acquisire/fidelizzare.

Non è quindi marketing interno divulgare un bollettino di informazione agli impiegati, presentato come un “muro di testo” poco attrattivo. E pensare che “lo devono leggere”, si rivelerà presto poco proficuo.

3) Il marketing interno realizza azioni

Il marketing interno realizza azioni, eventi e campagne informative e motivazionali.

In questo il marketing interno differisce dalla comunicazione interna aziendale.
Quest’ultima comunica decisioni e fatti; mentre il marketing interno può creare fatti, per poi comunicarli in un modo attrattivo.

Che tipo di azioni/eventi?

Oltre ad eventi di team building o campagne pubblicitarie interne, ad esempio per incentivare una sana alimentazione tra gli impiegati, il reparto marketing e l’area delle risorse umane potrebbero lavorare in sinergia, per creare eventi/workshop come:

workshop find your why> “Find your Why“: un workshop di 4 ore che ha l’obbiettivo di trovare il proposito di un’impresa, in collaborazione con tutti i collaboratori.
Find your Why” è un incontro profondo e coinvolgente che richiede almeno un mediatore. Ne leggi approfonditamente in questo articolo.

> “Se la mia impresa parlasse”:  è un incontro di circa 1-2 ore, in cui si chiede ai collaboratori: “Se la tua azienda fosse una persona, che parole userebbe con più ricorrenza?”.
Tutti scrivono, in post-it anonimi, la loro risposta. Poi si raccolgono i post-it e si mostrano a tutti le parole su un muro. Ogni espressione porta con se significati più ampli.

Quando lo proposi la prima volta, come mediatore, ricordo frasi come “Lo rispiego quante volte vuole.”, “Prima possibile.”, “Punto di riferimento.”. Parole che hanno innescato confronti interessanti, tra i presenti. E sono state selezionate poi, per essere usate in una campagna di comunicazione, sulle pagine social dell’azienda.

Realizzarsi attraverso l’azienda: PES

Se un dipendente ha fatto propri gli scopi aziendali e crede nel leader che lo guida in essi, vede l‘intera struttura come sua: rende disponibili con spontaneità le sue capacità produttive e motivazionali per tutto il gruppo.

Ogni collaboratore deve essere consapevole che il proprio contributo al gruppo favorisce la crescita del proprio P.E.S.
P. – Personalmente migliorato (propria parte di vittoria)

E. – Economicamente migliorato (sicurezza auto-generata)

S. – Socialmente migliorato (significato esistenziale allineato ai valori dell’impresa)

Il mito della caverna nel marketing

Il mito di Platone si perpetua anche nell’azienda. É proprio quello che viene scoperto dentro la “caverna” che è la parte più importante per marketing, vendite esterne, benessere delle persone: con la conoscenza profonda dell’azienda, la comunicazione efficace tra gli attori coinvolti.

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