Nomi per Aziende: 4 fasi da seguire per un Naming Efficace

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Quando nasce qualunque cosa, persone, oggetti, aziende, il primo passo è dargli un nome: il naming. Se non avrà un nome, non riusciremo a identificarlo.

namingNon è una scelta banale. Come disse la scrittrice Marchesa du Deffand: “La distanza non conta: è il primo passo che è difficile”. Questo primo passo, lascerà un’orma che deve durare nel tempo e non può essere confusa.

Secondo un report (febbraio 2019) del mensile Focus, è dimostrato che il nome aumenta le probabilità di successo. Sono indagini condotte per lo più negli Stati Uniti, quindi forse non direttamente applicabili in Italia: tuttavia, appare certo che un nome semplice da pronunciare, o un suono gradevole, apra le porte di una buona carriera personale. Oppure, avere il cognome che inizi con una delle prime lettere dell’alfabeto sia un lasciapassare per rivestire ruoli di spicco.

Applicato alle imprese, “Apple”, “Arena”, “Bic, “, “Illy”, sembrano aver abbracciato questi due principi dei nomi per aziende.

Nomi per aziende: la mia esperienza

Il primo nome che creai fu di una band di blues: i Pigreco. L’ultimo nome, nel momento in cui scrivo, è “PisaServizi“, per un’azienda Pisana di servizi B2B.

All’università di comunicazione in Brasile ho iniziato a creare nomi con un processo. Sono partito dagli esercizi fatti in sala d’aula e oggi, nelle consulenze di marketing, gli ho ampliati al contesto delle PMI italiane. Ho individuato 4 fasi per il processo di naming. Te le condivido di seguito.

1) Fase creativa del naming

Prima du tutto: chiarisci il pubblico ideale e la personalità che vorresti dare alla tua nuova impresa. Dopo questo, crea una lista di 30-40 nomi che rispondano ai 7 criteri sotto. É utile se usi Google Drive, dove i collaboratori possono contribuire e scrivere le loro proposte. Decidi una data finale per il termine delle proposte.

  • Un nome originale (non simile ad altri brand conosciuti).
    In questa prima fase, si deve fare una ricerca dei possibili concorrenti, percepire la semiotica insita nel loro nome per azienda.
  • Un nome facile da memorizzare.
    In questo, ti aiuterà un nome ragionevolmente breve. Tranne rari casi (es. Fiat) evita le sigle, perché sono difficili da memorizzare.
    Meglio quindi pensare attentamente all’uso di nomi composti da 3 parole. Brand con due parole ce ne sono molti (Coca Cola, American Express) ma di 3 parole quanti ne conosci? Pochissimi: nella classifica dei brand più potenti del 2019, si contano sulle dita di una mano (escludo gli of o & di “Dolce & Gabbana”), nomi come Bed Bath & Beyond.
    Puoi fare dei test di memorizzazione con un campione di persone, mostrando in pannelli formato A4, con testo di pennarello nero, i possibili nomi per pochi secondi.
  • Facile da pronunciare (in italiano e in inglese) e da capire al telefono.
    Quando lo dici al telefono, le persone dall’altra parte comprendono al volo? E qualcuno lo ricorda cambiando delle lettere? Ad esempio, l’agenzia di comunicazione “Pennamontata”, alcuni l’hanno memorizzata come “Panna Montata”. Sarà che era voluto?
  • Facile da scrivere.
    Quindi, privo di lettere dell’alfabeto mute, facili da fraintendere o scambiare tra di loro (h, j, q, n/m, d/p/t);
  • Difficile da storpiare e che non si presti a giochi di parole che rendano il nome ridicolo.
    In Cina il motore di ricerca Bing della Microsoft è stato contratto dalla popolazione e, per affinità di suono alla parola cinese “malattia”, sono nate diverse battute sarcastiche verso Microsoft.
  • Munito di significato o che abbia una storia.
    É sconsigliato che sia un nome descrittivo. Ad esempio “Estathé” limita la marca: se sicuramente suggerisce di bere thé freddo l’estate, l’azienda fatica a commercializzare il prodotto con gli stessi numeri anche d’inverno. La descrizione nella marca può limitare.
    Per trovare un nome con un significato, cerca nella mitologia, la letteratura, la musica, il cinema, i suoni onomatopeici. Ad esempio, se devi creare un marchio di abbigliamento per motociclisti, parti da analizzare frasi e situazioni da libri come “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”, film come “Easy Rider”, il suono “broom”, canzoni come “Born to be wild”, i modi di dire della categoria, ecc.
  • Nome disponibile.
    Assicurati che il nome per azienda abbia libero il dominio .com .it o .net: puoi usare Aruba.
    Poi controlla gratuitamente anche il sito Registra il tuo Marchio.

2) Indagine su pubblico eterogeneo

  • Fai passare qualche giorno, ripensa ai nomi scritti. Passato l’ “entusiasmo creativo”, qualche nome verrà naturale scartarlo, perché non è il linea con lo spirito che desideri dare all’impresa o con il suo pubblico.
  • Fai un’indagine di preferenze su un pubblico eterogeneo: informagli del tipo di pubblico e servizi offerti, poi leggigli la lista dei 30-40 nomi. Dovranno capire al volo e dire quale ricordano di più.Non leggere la lista a tutti con lo stesso ordine: perché si ha la tendenza a ricordare di più i primi e gli ultimi nomi ascoltati. É abbastanza facile trovare volontari per rispondere a questo tipo di sondaggio. La nascita di un’impresa intriga e dopo qualche settimana spesso mi è stato chiesto: “allora, quale nome è stato scelto?“.

3) Short list

  • Affina la lista a 5 nomi.
    Orientati con le preferenze espresse nell’indagine sopra. Ma
    devi tenere presente una contraddizione di questo processo di branding: le persone coinvolte nell’indagine, sentendosi responsabili del verdetto, attingeranno dal proprio vissuto e daranno un giudizio tendenzialmente razionale. Si esprimeranno quasi sempre respingendo tutto quello che è novità. Ma un nome di una nuova azienda deve essere di preferenza originale.
  • Sottoponi i 5 nomi a colleghi, partner commerciali. Quello che diranno può orientarti ma non deve essere la scelta finale.
  • Stampa i nomi e attaccali su buste, scatole, indumenti, prototipi del prodotto: ti darà un’idea di come il nome sarà usato in poco tempo. 

4) Ancora dubbi?

Sei arrivato ad avere un nome. O forse 2.

  • Se i dubbi di scelta persistono, fai un test di nomi con un budget minimo: potresti fare annunci con Google Display e capire se le persone potenziali sono attratte dal nome.

Così ha fatto Tim Ferris, per scegliere il nome di un suo libro di successo.
Così facciamo a Fromlu, per capire se certi concetti di comunicazione possono funzionare.

Se in questa fase finale, qualcuno si sente creativo e propone nuovi nomi, faglielo fare solo dopo aver letto i criteri del naming del punto 1.

Buona creazione e …invitaci al battesimo aziendale.

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