24 consigli per dirigere gli attori in un video

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Videomaking. Produzione video di fiction e video marketing

Nella mia esperienza in creazione video ho scoperto che è particolarmente delicata la gestione delle persone davanti all’obbiettivo: la regia attori.

m-attoriSopratutto agli inizi, c’è il rischio di concentrarsi su luci, scenografia, movimenti di macchina, inquadrature, suono. E lasciare in ultimo piano il fattore umano, per dirigere le persone. Pur citando la provocatoria frase di Alfred Hitchcock, “Gli attori vanno trattati come mucche“,  si può sempre replicare con umorismo: anche per questi mammiferi ci vuole sensibilità, come chi gli fa sentire musica classica, per migliorare il latte.

Torniamo agli attori. Ho raccolto alcune idee: sono frutto della della mia esperienza, con una 25ina di cortometraggi di fiction, molti contenuti di video marketing e la lettura del libro del più autorevole John Badham (ha diretto Johnny Depp, Michael J. Fox, M. Gibson, John Travolta): “Cosa fare se l’attore no fa quello che il regista gli chiede di fare?“.

Sono 24 consigli, divisi in 3 blocchi: il primo ed il secondo avranno applicazione quando il prodotto audio visuale sará una fiction, con attori. Il terzo, può dare idee anche quando lo storytelling si baserà sulla fotografia o le video interviste. 


Vademecum della regia attori

1) Casting

  • 80% di un buon film e avere sucesso nel casting – la scelta degli attori e la creazione della squadra.
    Il regista, premio Oscar, Denys Arcand, in un seminario al quale partecipai a Bologna, fu assolutamente chiaro nel definire il casting come un fattore chiave nella riuscita del film.
  • Nel casting, aiutiamo ogni attore/persona a rilassarsi e tranquillizzarsi.

    Avremo un grande vantaggio dopo: gli attori scelti se lo ricorderanno. Ce ne saranno grati.

  • È importante riconoscere nell’attore la sua voglia di mettersi a giocare. É importante che sia in contato con il suo lato di bambino.

  • Testare le idee che il candidato ha nell’improvvisazione, per vedere la sua capacità di trovare soluzioni nell’immediato.
  • Valutare la capacità di cambiare da una emozione all’altra.
    Ci sono molti esercizi per fare questo: in Rwanda nel 2005 per il casting di “L’habit du dimanche” feci fare questi esercizi per capire chi era più capace nel manifestare un emozione in scala.
    Io li avevo appresi in un corso di recitazione, basato sul metodo Stanislavski.

2) Preparazione degli attori

  • È importante parlare in privato con gli attori protagonisti, per chiarire se ci siano dubbi o abbiano idee alternative.
  • Fare più di una lettura del copione assieme agli attori. Provare le pause, le intonazioni.
  • Marcare sul pavimento (non necessariamente del set) i punti di movimento degli attori e fargli recitare incorporando la dinamica delle posizioni. Il regista Sidney Lumet era particolarmente attento a questa fase, la faceva ripetere molto più della media dei colleghi.

vittorio-de-sica3) Sul set – Come parlare agli attori

  • Non temere di dire che la scena non era buona. Ma farlo in modo positivo, con proposte.
    Tipo: “Che ne pensi di provare la scena come se il tuo personaggio fosse stanco?
  • Trovare sempre un piccolo dettaglio positivo, anche in performance particolarmente scadenti, per fare i complimenti all’attore.
  • Parlare con ogni attore dopo la fine di ogni scena: questi vuole essere rassicurato. Ringraziare gli attori alla fine di ogni giorno giorno di lavoro.
  • Non interpretare mai per spiegare cosa dovrebbe fare un attore.
  • Dare istruzioni sotto forma di domanda. Non dire quindi: “Vai vicino alla porta, poi ti giri e parli“.
    É meglio: “Che succede se il tuo personaggio andasse vicino alla porta, si girasse e poi parlasse?“.
    Evitare anche di dare istruzioni banali del tipo: “più veloce”, più energia”, più rilassato”. É meglio la formula: “Come se…“.
    Esempio: un attore deve fare la scena più veloce, uscendo da una stanza. La richiesta potrebbe essere quindi: “Fai la scena come se sapessi che la polizia stesse arrivando per arrestarti“.
  • Provare a far pensare l’attore per targli trovare la propria soluzione.
  • Spiegare le scene usando verbi di azione, non concetti o argomenti di psicologia. Chiarire qual’è il fine di un personaggio in quella scena e cosa fa.
  • Non nascondersi dagli attori dietro a cinepresa, videocamera, luci, tecnica, etc.
  • Non aver paura a dire “Non lo so, proviamo insieme come sia possibile farlo meglio“.
  • Specificare cosa l’attore ha fatto bene. Non essere generici con “É stata ottima“.
    Meglio dire. “Quando hai parlato davanti alla finestra, stavo credendoti veramente!
  • Non mentire agli attori. L’attore non vuol sentirsi manipolato.
  • Non permettere agli altri di interferire con la performance degli attori. Questo genererà confusione negli attori.
  • Il regista deve creare un atmosfera tranquilla.
  • Il regista deve avere esperienza come attore.
  • Ascoltare gli attori. E digli di avere sempre 2 possibili soluzioni quando verranno con un problema di recitazione. Anche Napoleone adotava questa tecnica con i suoi soldati.
  • Non essere sarcastico per far star zitto un attore che sta chiedendo. Specialmente di fronte agli altri del cast.

 

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