Trova il Perché della tua Impresa con il Workshop “Find Your Why”

Trovare il perché é strategico

Gli obbiettivi si raggiungono se conosciamo le nostre motivazioni forti.

É strategico per un’impresa scoprire il proprio perché ed esplicitarlo al team in una frase semplice, che racchiude le ragioni profonde per cui siamo pronti a battersi. La ragione profonda non è mai l’efficenza o il lucro: quelle sono una conseguenza.

Il perché di un’azienda non è la “mission”: perché spesso è scritta con termini commerciali e difficilmente applicabili dal singolo. Esempio, copiato da un catalogo: “la mission del Gruppo X è fornire servizi efficienti, affidabili, innovativi e di alta qualità per il trasporto di merci e passeggeri perseguendo un processo costante di identificazione dei bisogni e delle aspettative dei propri clienti“.

Mi domando: per chi non fosse cliente, la mission non si applica? Qual’è il motivo profondo della fornitura di servizi efficienti e affidabili? Come “perché”, che motiva il team a dare “sangue” e sudore, o porta il cliente a esserne un fans, non è molto forte.

Approfondisci perché, di seguito.

Perchè, come, cosa di Simon Sinek

Il Golden Circle di Simon Sinek

Le persone non acquistano ciò che fai, acquistano il perché lo fai” è la famosa frase dell’autore Simon SinekSimon, nel suo primo libro “Inizia dal perché”, dimostra che la comunicazione dei grandi leader ha una cosa in comune: comunicano prima il loro perché.

Con uno schema di tre circoli, l’autore spiega che tutti sanno cosa fanno, alcuni sanno come lo fanno, pochi sanno (e comunicano) perché lo fanno. E sono quelli di successo.

Analizziamo il principio, con il successo di Apple. L’impresa fondata da Jobs comunica in effetti così:
(il perché) tutto quello che facciamo è per cambiare lo stato delle cose, per pensare differente.
Come lo facciamo? Creiamo tecnologia bella nel design e facile da usare.
Cosa facciamo? iMac, iPhones, iPad….

Raccontata cosi, un’azienda ha molto più appeal che per il semplice prezzo o le caratteristiche tecniche: queste invece sono le uniche armi che restano a chi comunica solo “cosa” sta facendo.

Come trovare il perché della tua impresa

trova il tuo perchéHo letto il secondo libro di Simon Sinek, “Trova il tuo perché”.
Molto interessante, perché m
i ha permesso di applicare immediatamente un metodo, con dei clienti che avevano la necessità di scoprire la propria identità, condividerla nella loro comunicazione, sia interna che esterna. 

Penso che individuare l’intento profondo di un’impresa, e condividerlo, è un’operazione ancora più importante in una PMI, che in una multinazionale.

La multinazionale, al limite, ha enormi budget per convincere alle sue proposte. L’impresa piccola no: per questo è importante avere un perché forte che coinvolge i collaboratori, a lavorare con passione, e che attragga migliori clienti, aldilà di prezzi eventualmente più alti o momentanei problemi in un servizio.

 

Il workshop “find your why”

Il libro “Trova il tuo perché”, nel quarto capitolo, illustra come è strutturato il workshop di scoperta del perché: è una riunione interattiva con le persone più rappresentative, motivate e storiche di un’azienda.

Con il coordinamento di un facilitatore esterno, il workshop sarà diviso in 3 parti:

  1. Introdurre i concetti del perché (e del golden cicle – cosa, come, perché –  di Simon Sinek).
  2. Raccontare storie: raccogliere tutte le storie dei partecipanti, che mettano in luce il contributo dell’azienda nella vita di altri.
    Questa fase è divisa in 3 domande da fare. La prima è “In quale momento ti sei sentito fiero di lavorare per questa azienda?“.
  3. Creare un abbozzo della dichiarazione del perché (l’obbiettivo è individuare i temi emersi nei racconti dei partecipanti e utilizzarli poi nella dichiarazione o nel “come”)

Adesso che scrivo, ho già svolto questo processo in alcune PMI, posso dire che è servito a 2 livelli:
– ha dato una direzione alla comunicazione,
– ha dato più motivazione al team.

Il perché e il brand positioning

Con il perché esplicitato, adesso lavoriamo al secondo livello: il brand positioning, quel concetto semplice che ti differenzia dai concorrenti.

Sono due concetti diversi: la dichiarazione del perché di un’impresa non è necessario che sia unica e differente da quella di altre entità. I perché non sono in competizione. É importante che sia accettata, vera, in sintonia con tutto il team.

La dichiarazione del brand positioning deve essere invece un concetto unico, che gli altri concorrenti non usano. Un’idea facile da essere usata in ogni comunicazione.

Faccio un’esempio. “Geox: la scarpa che respira“: è sicuramente il brand positioning dell’impresa.
É un concetto che solo loro comunicano per differenziarsi, in maniera semplice, nella mente dei potenziali clienti. Anche ValleVerde ha un sistema di scarpe con i “buchi”, ma non si lancia nel dichiarare che sono scarpe che respirano. Sono scarpe ad “aria condizionata”.

La scarpa che respira è il come Geox applica il suo perché. Non viceversa.


Il processo di scoperta del perché, la mission, ha bisogno di un facilitatore, di un professionista che non è direttamente coinvolto nelle storie che saranno raccontare. Se questo processo ti sembra utile per la tua impresa, entra in contatto.

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